Pubblicato in: Books, Interviews

Serpent&Dove – Intervista all’autrice

Salve, mia cara corte!Tempo fa vi avevo preannunciato che prima o poi avrei tradotto la diretta che feci con l’autrice di Serpent&Dove l’anno scorso. Ecco, finalmente quel momento e giunto! L’occasione di sconfiggere la mia pigrizia e dedicarmi finalmente a questa lunghissima traduzione mi è starà proposta dalla dolcissima @silvyinwonderland, che ha organizzato un evento particolare che parte proprio dalla mia tappa.Vi lascio qui il calendario degli articoli in programma, e intanto vi ricordo che la live con l’autrice, essendo una discussione finale del libro, contiene SPOILER, quindi vi raccomando di tornare qui solo dopo la lettura nel caso non abbiate ancora finito il romanzo.


– Ok possiamo iniziare. Innanzitutto grazie mille di essere qui, sono super emozionata.

– Ooohh noo, grazie per avermi ospitata!

– Dunque, stavo giusto finendo di rileggere il libro, e tra l’altro proprio oggi ho ricevuto la mia edizione esclusiva Fairyloot, è bellissima! Ma iniziamo da una piccola introduzione, magari potresti presentare il mondo che hai creato, i personaggi…

– Dunque, sono Shelby, ho scritto Serpent&Dove–che, se avete seguito la readalong, dovreste aver letto…
– Esattamente.
– Allora… I personaggi. Abbiamo Lou, che è una strega in fuga, una strega in incognito.
Lei incontra Reid, un cacciatore di streghe, che non sa che lei sia una strega, e seguono molte bravate, specie dopo il loro matrimonio…

– Sì, un matrimonio molto speciale.

– Esattamente!

– Una delle mie parti preferite, per esempio. L’hai gestita molto bene.

– Oh, grazie!

– Sì beh, è davvero una scena divertente.

– Il matrimonio?

– Sì sì.

– Sì, con il battesimo… È stata divertente da scrivere!

– Abbiamo poi gli aiutanti…

– I personaggi secondari si. Abbiamo Coco (Cosette). Lei è una strega di sangue, la sua magia è un po’ diversa da quella di Lou, la sua proviene dal sangue, quindi da dentro di lei, mentre quella di Lou proviene dalla terra. Ecco, ci tenevo ad includere un esempio positivo di amicizia tra donne, un legame che non fosseaffatto tossico… E poi abbiamo Ansel…

– TUTTI hanno amato Ansel, la gente mi scriveva che voleva adottarlo–e sono d’accordo.

– Lui è dolce, non è ancora uno chasseur, è un accolito, non ha convinzioni molto radicate come quelle di tutti gli altri, quindi è più aperto a crescere ed evolvere…e diventa uno dei migliori amici di Lou.

– Sì, ho amato la loro amicizia!

– Ansel sarà molto più presente nel secondo volume, il che sarà divertente.

– Sìì, sono così emozionata al riguardo!
Sia per Ansel che per Beau.

– Esatto, vedremo molto più anche di Beau.

– Ci vedo molto potenziale in lui.

– Lui è molto divertente, offre un sacco di siparietti comici nelle situazioni di stress, e tra lui e Coco potrebbe o non potrebbe esserci qualcosa. C’è una specie di triangolo tra Coco, Ansel e Beau in fase di sviluppo.

– Io. Adoro. Questa situazione.

– Tu sei team Beau o team Ansel per Coco?

– Mhmmm…io probabilmente team Beau. Mi ha conquistata nell’ultima parte del libro. Mi ha ricordato un sacco Cassian, sai Cassian, da A Court Of Mist And Fury? (La corte di nebbia e furia ndr.)

– Sì, lo adoro.

– Sì.

– E invece Ansel è un cucciolo!

– Ma è complicato sai, perché non sai con chi shipparlo.

– Sì lo so… Lui è così puro, tipo che odierei saperlo col cuore spezzato… Ma vedremo [risata malefica]

– Vedremo… E non vedo l’ora!

– Oh, un sacco di gente nei commenti è team Ansel.

– E cosa sai dirmi sul world-building?

– Oh sì, il mio mondo è ispirato interamente alla leggenda francese delle Dames Blanches, per cui la prima scintilla del romanzo è partita da questo racconto popolare, e ci ho costruito un mondo sopra, praticamente. Quindi è ispirato alla Francia, ma non è la Francia, ne è solamente ispirato. Questo mi avrebbe dato un po’ più di libertà, per fare quello che avevo in mente di fare con quel mondo. Ho preso qualcosa anche di storico dal cattolicesimo romano, con le streghe al rogo e quella roba lì, e il tutto si è amalgamato bene.

– E ho letto che hai preso ispirazione anche da Outlander.

– Sì, c’è proprio un episodio sulle Dames Blanches, nella seconda stagione di Outlander, in cui Jamie definisce Claire una Dame Blanche, così di sfuggita, ma non se ne ricava niente in quell’episodio, così come nella stagione… È come se lo avessero lasciato lì, e io ne rimasi molto intrigata, per cui ho fatto delle ricerche ed ero tipo “non c’è niente lì fuori su questa storia…ci scriverò su un libro!”

– Figo!

– Poi il trope degli enemies to lovers è qualcosa che ho sempre amato, quindi ci tenevo ad inserirlo.

– Una cosa che ho amato di come hai gestito proprio quel trope, è come tu sia riuscita un po’ a riscrivere i tipici ruoli. È come se, in Serpent & Dove, sia Lou il maschio alfa, mentre Reid è l’elemento della coppia che arrossisce, il che è quasi un’inversione del cliché.

– [ride] Mi sono divertita un sacco a scrivere quella roba! Sì, Reid è sicuramente il tipo che arrossisce, e rimane scandalizzato da Lou, e Lou… Lou si fa in quattro per farlo arrossire! Farlo arrossire diventa quasi la sua missione personale [ride] ed è stato divertentissimo scrivere quelle scene. Quindi sì, ho un po’ riscritto quel trope, perché lei è un po’ tipo… Quella volgare, invece di esserlo lui, mentre lui è, come dicevi tu… Quello timorato, è quello che non riesce a credere che lei abbia pronunciato tali volgarità.

– Ho amato questa dinamica. E un’altra cosa che ho amato è questo continuo dialogo, tra i due protagonisti e tra i loro mondi. All’inizio ci sono due mondi separati, due mondi che sembrano non comunicare, mentre alla fine vediamo, per esempio, Reid che bestemmia, ed è stupendo [rido].

– Sì, quello è il suo arco narrativo. Lui è molto fedele, all’inizio, è teso, perfettino, moralista. Non avrebbe mai imprecato, non avrebbe mai mentito, non avrebbe mai imbrogliato…

– Esatto, questo sì che è character development!

– Sì, e poi verso la parte finale [ride], vedi Lou quasi corromperlo. Perché poi alla fine di tutto – beh, succedono un bel po’ di casini–lui è tipo: “Sai cosa? ‘Fan***o!”
Questo è più o meno il suo arco narrativo.

– E ad un certo punto vediamo anche Lou con una Bibbia, ed è quasi anche questa un’evoluzione!

– Sì, cioè…Lou…anche lei aveva il suo modo ben preciso di vedere il mondo. Proprio come lei sfida il credo di lui, Reid sfida il suo, e alla fine Lou pensa “Okay, questo è quello in cui lui crede, proverò a vedere di che si tratta”, capisci cosa intendo? “Non posso semplicemente respingere il suo modo di pensare, proverò a capirlo” e vedremo qualcosa in più di questo nel secondo libro, perché entrambi smetteranno di girarci intorno e cercheranno di avere un vero e proprio dialogo.

– Adoro. Questo tema è meraviglioso. Ok, adesso forse possiamo rispondere a qualche domanda nei commenti? Potete iniziare a porne, ragazzi. Intanto io ne ho una! Ho una domanda un po’ trash [rido] e la mia domanda è: prendendo in considerazione altri libri, con chi shipperesti i tuoi personaggi?

– Oddio, non ci avevo neanche mai pensato!

– Questa è l’occasione giusta allora!

– Oh mamma… Dunque… Non lo so! Okay, perché Lou e Reid riesco a vederli solo insieme! Ehm… Dovrebbe essere qualcuno di… Oh, sai cosa sarebbe divertente? Se tipo Reid stesse con Manon?

– Sì! Ce lo vedo, lui è un po’ un Dorian.

– Sì, io penso che Manon possa riuscire bene a metterlo in riga, gli serve. Passando a Lou, oh mamma… A lei piacerebbe qualcuno con un buon senso dell’umorismo, anche se Reid stesso non ha senso dell’umorismo [sorride]. Oh cavolo, non so!

– Forse Rhysand?

– Oh no, dici? Io non credo che andrebbero d’accordo, penso che lei finirebbe per infastidirlo!

– Ecco, secondo me si scontrerebbero un po’, perché sono molto simili!

– Penso che… Penso che probabilmente sarebbero amici.

– Sì, amici sicuramente.

– Ma non saprei con chi metterla insieme, dovrà essere qualcuno disposto a sopportarla, non lo so. Tu chi shippi con chi?

– [Ci penso] Non… Lo so?

– È difficile, vero?

– sì! Mhmm… Non ne ho idea.

– Non lo so, ragazzi [riferendosi alla chat] voi con chi shippereste Lou?

– [dalla chat] “Lou e Percy Jackson?

Penso che potrebbe andare!

[sempre Shelby, leggendo un’altra domanda: “Io sarei curiosa sul processo di pubblicazione, tipo cercare un agente e un editore

– Ok, dunque, io ho trovato un’agente un po’ diversamente rispetto alla norma… Perché ero su PitchWars, ne avete mai sentito parlare? È un concorso di scrittura praticamente, dove t’iscrivi per avere qualcuno che ti fa da mentore, il quale sta un po’ più avanti rispetto a te. Ma tradizionalmente, se vuoi trovare un agente, innanzitutto devi finire il libro, finire di scrivere – che già di per sé è difficile, intendo proprio mettersi lì e scrivere – e poi dovresti trovarti… Un paio di critique partners. Persone di cui tu fidi, disposte a leggere il tuo libro e darti un feedback, fino a quando non ti rendi conto di cosa è buono, cosa non va, se devi gestire meglio una determinata parte… E quando avrai reso il tuo manoscritto il più solido possibile, è lì che inizi a mandare proposte editoriali: bisogna scrivere una email di tre o quattro paragrafi, e mandarla ad agenti. Lì ci spieghi di cosa parla il tuo libro, quasi fosse un teaser trailer, ma devi prenderti l’accortezza di fare una ricerca sugli agenti, perché magari alcuni sono interessati soltanto a young-adults, o solo a middle-grades, altri solo a fantasy contemporanei. Quindi ci sono diversi tipi di agenti, e bisogna fare un po’ di ricerca prima di proporsi, ma poi, se qualcuno si interessa alla tua proposta, a quel punto richiederanno il manoscritto o parte del manoscritto, e se piace anche quello si offriranno di rappresentarti. Una volta ottenuto un agente, saranno loro a proporre il tuo libro alle case editrici–agli editori presenti nelle case editrici. Ed ecco come la maggior parte della gente ottiene un contratto. Come ho detto prima, la mia situazione è stata un po’ diversa perché ero iscritta a PitchWars, e ho ottenuto l’agente da lì, ma molta gente manda proposte editoriali, e ci sono un sacco di risorse online su come farlo, basta cercarlo su Google e troverai un sacco di articoli al riguardo.

– Io avrei un’altra domanda, intanto. Mi sono appena ricordata: qual è la tua scena preferita di ogni parte del romanzo? (Il romanzo è diviso in più parti ndr.)

– Nella prima parte ho davvero amato la scena del matrimonio sulla sponda del fiume, è stato divertentissimo scriverla–soprattutto perché lì l’arcivescovo quasi affoga. E poi, nella parte due – quella parte è lunghissima!- ho amato quando vanno a mangiare i cinnamon rolls insieme, e fanno quella passeggiata sulla neve…

– Sì, è una delle mie scene preferite, ho qui una fanart [la mostro]

– [guarda la fanart] Sì esatto, la scena è proprio quella!

– Non vedevo l’ora di avere questa fanart nelle mie mani!

– Perché è proprio lì che iniziano a conoscersi meglio. E poi nella parte due ho anche amato quando ad esempio dividono il letto per la prima volta – anche quella è stata molto divertente da scrivere.

– La tensione lì era alle stelle!

– Parte tre… Mhmm, quella è stata la più dura. Non sono brava a scrivere le scene di azione, e c’è molta azione nella terza parte. Quindi…la scena che ho preferito scrivere nella terza parte è stata probabilmente… Quel famoso confronto…in cui Reid scopre che Lou è una strega.

– Avrei risposto esattamente le stesse cose.

– Sì, anche quella è stata molto bella da scrivere.

– Ho amato come hai gestito i dialoghi in quella parte, erano tutti scandalizzati da queste rivelazioni![Qualcuno nei commenti chiede: “PitchWars è un buon modo di iniziare? Ti sei trovata bene?“]

– Sì, ho davvero apprezzato PitchWars, (potete cercare anche questo su Google per capire meglio cos’è) ma personalmente mi ha insegnato molto su come revisionare un libro, perché non sapevo come revisionare prima di iniziare con PitchWars ma poi ho imparato, ed è stato davvero atroce [ride].

[altra domanda dal pubblico] Come hai trovato il tempo di scrivere con bambini, una fattoria e una vita?

– Beh, io non vivo in una fattoria – la mia famiglia ha una fattoria, io vado solo a visitarla, è lì sulla strada – ma sì, scrivere con dei bambini è davvero dura. Io ho tre figli: il più grande di quattro anni, quello venuto dopo ne ha quasi tre, e l’ultima ha tipo sette mesi ora, ed è davvero difficile.

– Posso immaginare!

– Non vogliono molto che io scriva, perché necessitano di tempo e attenzioni–che dovrebbero ricevere– e questo comporta che io debba scrivere mentre loro dormono. Sia durante i pisolini pomeridiani, che durante le ore a letto. I due più grandi vanno al nido da qualche tempo per un paio di giorni alla settimana e questo aiuta, ma sì, non ho una risposta precisa sul come fare a bilanciare la scrittura con la vita–devi solo ritagliarti del tempo per farlo, non deve essere per forza ogni giorno, ma devi cercare di dare delle priorità alla scrittura.

– E immagino che quando si abbia ispirazione venga tutto più facile.[Qualcuno chiede qual è stata la voce più difficile da scrivere tra i due protagonisti:]

– Quella di Lou è stata la più facile. Non lo so, la sua voce mi è come esplosa nella testa. Reid è stato molto più faticoso da gestire. Non so se è per la sua mentalità fatta di estremi – bianco e nero, giusto e sbagliato – che ha reso più difficile l’immedesimazione da parte mia. Per cui sì, lui è stato più difficile da scrivere, e infatti nella prima bozza del romanzo non era una voce narrante, ma si svolgeva tutto dal punto di vista di Lou. Poi mentre ero in PitchWars, facendo revisione abbiamo deciso di aggiungere il punto di vista di Reid, ed è stato divertente, ma anche difficile da scrivere, appunto perché è molto molto diverso da Lou.

Ma quanto è simile a te Lou?

– [ride] Lou… Beh, abbiamo cose in comune ed altre assolutamente no. Uno dei suoi tratti caratteristici è per esempio il suo umorismo. Quello io lo sento nella mia testa, ma a differenza sua non lo esprimo ad alta voce. Quindi sì, forse il senso dell’umorismo, anche se lei impreca molto più di me [ride]. Siamo abbastanza in sintonia, ma anche diverse.

[Domanda nei commenti: Cosa devi alle persone reali su cui hai basato i tuoi personaggi?]

– Io…non ho basato i miei personaggi su persone reali. Sicuramente avrò tipo… Preso parti di persone che conosco: tipo, Reid è davvero alto e soffre di vertigini –mio marito è un metro e ottanta, e soffre di vertigini. Mi piace prendere piccoli tratti, ma non ho basato interi personaggi su persone che conosco – è pericoloso farlo, perché se poi lo scoprono e magari decidi di uccidere quel personaggio… È pericoloso, ecco [ride].

[Altra domanda nei commenti] “Come sei riuscita a trovare il titolo giusto?”

– Dunque, il titolo originale della storia non era Serpent and Dove, era Les Dames Blanches, ma quando ho venduto i diritti alla HarperTeen mi dissero che volevano cambiare il titolo, perché volevano renderlo più accessibile – il titolo originale era in francese, e loro volevano qualcosa che fosse di più facile comprensione al pubblico. Ed effettivamente siamo arrivati prima a… non so se avete notato, ma è da poco stato annunciato anche il titolo del sequel, Blood & Honey. Ecco, quello ci è venuto in mente ancor prima che arrivassimo a Serpent & Dove. “Blood and Honey” ci piaceva, quindi abbiamo pensato a qualcosa che potesse abbinarsi bene, e questo è quello che è successo.

– Wow, è strano.[Qualcuno fa un’altra domanda sull’ispirazione principale per la storia e Shelby aggiunge informazioni sulle Dames Blanches, le descrive come un mix tra streghe e spiriti di donne che amavano attirare l’attenzione di uomini, sotto dei ponti, per annegarli][Altra domanda dai commenti] Hai sempre voluto scrivere fantasy o sei partita con altri generi in mente?

– Ho sempre voluto scrivere fantasy. Leggo principalmente fantasy, qualche contemporary ogni tanto, molti romanzi storici… Ma non credo riuscirei mai a scrivere un contemporary. Penso sia molto difficile scrivere storie contemporanee, e molti autori lo fanno benissimo, ma io non credo di esserne in grado, e ho sempre voluto scrivere fantasy.

– E ci riesci alla grande

– Grazie!

[Dai commenti:
“Quanto è stato utile PitchWars per crescere come autrice?” ]

– È stato davvero molto importante. Come ho già detto, non sapevo proprio revisionare prima di PitchWars. Prima pensavo che revisionare fosse, sai, eliminare qualche scena, cambiare qualche parola, pulire un po’ il testo… Ma non lo è. Revisionare comporta cambiamenti strutturali… Quindi sì, ho dovuto affrontare tre turni di revisioni con PitchWars, e poi altri tre con la mia agente, ed altri tre con il mio editore, e così ho imparato a revisionare. PitchWars ti insegna a proporti sul mercato, praticamente, perché appunto devi affrontare queste revisioni, e hai un agente attorno alla fine del concorso, gli agenti vengono e leggono il tuo lavoro, e così decidono se vogliono leggerne di più. PitchWars è super raccomandato soprattutto se non hai ancora trovato le persone giuste nella community della scrittura. È un ottimo modo per iniziare ad avere dei contatti e conoscere nuova gente.

– Nei commenti qualcuno chiedeva se sai il francese.

– No, non lo conosco! Ho studiato spagnolo, alle superiori e al college. L’ho imparato abbastanza da saper conversare fluentemente in Spagna, ma poi ho abbandonato il corso, e sento di aver perso tutti i miei progressi, ma per quanto riguarda il francese… Sono stata in Francia, ed è bellissima, la amo ma no, non parlo francese.

[Dai commenti: PitchWars è valido esclusivamente nel territorio degli Stati Uniti?]

– Non credo. Penso si possa partecipare indipendentemente da dove vivi. Se non sbaglio dovrebbero esserci dei mentori che non vivono negli Stati Uniti, quindi ci sta.

[Ancora dai commenti: Qual è l’aspetto più difficile dello scrivere un personaggio del sesso opposto?]

– Vedi, non penso che la difficoltà principale sia scrivere un personaggio del sesso opposto, bisogna solo studiare meglio la personalità dei personaggi, analizzarle, per non incappare negli stereotipi. Ansel ad esempio, è molto soft, è un cinnamon roll e Lou, Lou è sfacciata e chiassosa, quindi io farei più un lavoro di studio sulla psicologia, personaggio per personaggio.

[legge un commento che dice “non far lasciare Reid e Lou”]

– Ehm… Lou e Reid, vi dirò, sono endgame, ma dovranno superare delle difficoltà nel prossimo libro.
– Nooo!
– Mi scuso in anticipo, ma soffriranno [risata malefica] però sono endgame!

[Domanda: snack preferito mentre scrivi]

– Sinceramente non mangio snack mentre scrivo, perché non voglio che le briciole finiscano sulla tastiera.

[Dai commenti: qual è il tuo aspetto preferito del processo di scrittura?]

– Solitamente la parte che non sto facendo [ride]. Quando mi sto dedicando alla stesura non vedo l’ora di revisionare, quando sto revisionando sono tipo “non vedo l’ora di passare alla stesura!”. Mi piace redigere. Credo sia semplicemente più difficile quando hai delle scadenze, ma adoro la prima stesura, proprio perché è in quella fase che le storie ti parlano, attraverso il world-building e i personaggi.

[Come superi il blocco dello scrittore?]

– Non lo faccio–ehm. Dunque, se ho una scadenza e non posso rimandare, cerco di prendermi una breve pausa, tipo andare a farmi un giro o farmi una bella doccia, perché le idee migliori mi vengono quando ho la testa lontana dalle preoccupazioni quotidiane, tipo anche quando sto per addormentarmi. Se non ho scadenze, allora faccio un passo indietro completamente, e provo a ricaricarmi, ad esempio attraverso la lettura: leggo tanti libri, guardo tanta TV spazzatura…Alcuni trovano conforto nell’esercizio fisico–io no [ride].

– Nemmeno io [rido][ Sapevi già dall’inizio come la storia sarebbe finita o ci sei arrivata scrivendo?]

– Non ho pianificato affatto Serpent & Dove. Non sapevo come sarebbe andata a finire. Non avevo previsto nemmeno quel grande colpo di scena finale: stavo scrivendo quella scena ed ho pensato: “Hey, sai cosa sarebbe figo?” [ride] e l’ho fatto. Poi ovviamente ho dovuto mettere mano al resto della storia ma sì, nemmeno io l’avevo previsto finché non ci sono arrivata. Ultimamente mi sto sforzando per cercare di delineare molto di più, per evitare un po’ di revisioni extra. Il termine giusto è pantsing –quando scrivi un po’ all’avventura, facendoti trasportare dalla trama. Quindi sono una pantser, piuttosto che una plotter (gli scrittori che invece pianificano ogni minimo dettaglio, ndr.) ma sto cercando di diventare una plotter [ride]

– È fantastico.- [dai commenti: Quali sono i tuoi autori e libri YA preferiti?]

– Allora… Adoro Sarah J. Maas, ovviamente, è tra le mie preferite. Amo anche i libri di Tahereh Mafi (la serie di Shatter Me–adoro Warner, davvero tanto). Ho apprezzato molto The Diviners (La stella nera di New York, ndr.) di Libba Bray. Non l’ho ancora finita, ma è molto creepy, e ambientata negli anni ’20, e c’è la magia, con un serial killer davvero Inquietante–non leggete questi libri di notte. Ho anche amato Wintersong, col suo re dei goblin.

– Se abbiamo finito con le domande nei commenti, la mia ultima domanda è: quali altri libri consigli a chi ha apprezzato il tuo romanzo?

– Sicuramente Six of Crows (Sei di Corvi ndr.) per Nina e Matthias e la dinamica strega/cacciatore. Si tratta di enemies to lovers, anche se qui ci sono più punti di vista, e quelli di Nina e Matthias erano i miei preferiti. Consiglio anche la serie di A Court of Thorns and Roses (La corte di rose e spine ndr.) perché lo stile è simile, e anche per il livello di maturità. Penso che ACOTAR sia forse un attimino più esplicito di Serpent & Dove, ma ecco, se vi è piaciuta quella scena di Serpent, amerete ACOTAR. Poi c’è un libro che non ho letto, ma mi hanno detto che è molto apprezzato dai fan di SERPENT, ed è Furyborn.

– Ok allora, se abbiamo chiuso con le domande, volevo ringraziarti ancora per avermi dato questa opportunità, per essere stata così umile e dolce.

– Oh no, grazie a te! E grazie a tutti coloro che si sono collegati!

– E a chi ha partecipato alla readalong.

– Grazie a tutti di aver letto, grazie mille! E per tutte le aesthetic e il resto, ho amato tutto.

– Spero di incontrarti presto, spero che tu riesca a venire in Italia!

– Io voglio venire in Italia, contatta la HarperCollins!

– Ti auguro il meglio, davvero, te lo meriti.

– Anche tu, grazie Deborah. Ciao a tutti!


CE L’HO FATTAAAAAA! Scusate lo sfogo ragazz*, ma è stato davvero difficile tradurre questa intervista, non finiva mai! Spero possiate scusare il ritardo nella pubblicazione e gli errori di punteggiatura e di ortografia che sicuramente avrò dimenticato di correggere tra una revisione e l’altra.Grazie per essere arrivati fin qui, significa davvero tanto dato il lavoro che ci ho messo. Detto ciò, io vi dò appuntamento alle prossime tappe, non perdetevele!

Autore:

Fangirl and Book lover 24/7. I have bookstagram and goodreads profiles which I use more: you can find me at @debscourtofdreams

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